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| Riposo & Recupero Alimentazione ed integrazione specifica. Recupero infortuni e consigli vari sull'argomento. |
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| Hai notato di vare i trapezi sempre un pò contratti ultimamente?
__________________ -La bibbia loda L'ignoranza !!! Quanto più l'uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede, tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più ignorante, tanto è più governabile - J. Most -Cristiano: seguace degli insegnamenti di Cristo solo finché non intralcino i peccati a cui si dedica più volentieri - A. Bierce -Un mito è una religione a cui nessuno crede più - J. Feibleman -O si pensa o si crede - A. Schopenhauer |
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| ho un problema simile alla spalla dx quando faccio front squat, ma credo sia nel mio caso un problema dato dal peso del bilanciere sull'articolazione. paolo come tieni le braccia? mi pare di capire con le mani sul bilanciere e il gomito tutto verso il basso... giusto? |
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| Quote:
Posso fare solo delle ipotesi (quasi) campate in aria, le quali se non suffragate da un minimo di analisi posturale e muscolare, non hanno un gran senso. QUESITO N.1 Al contrario del ginocchio e dell’anca che lavorano soprattutto in compressione, la spalla è un’articolazione che lavora soprattutto in trazione, e perciò può andare incontro ad un precoce interessamento delle strutture muscolo-tendinee periarticolari, proprio perchè la scapolo-omerale è continuamente sottoposta a forze distraenti. Dobbiamo distinguere, in questa articolazione i muscoli di movimento e muscoli di stabilizzazione; Tutti i muscoli periarticolari possono diventare muscoli di movimento, ma tra questi i principali devono essere considerati: deltoide = movimento di abduzione sottospinoso = movimento di extrarotazione sottoscapolare = movimento di intrarotazione I muscoli di stabilizzazione possono essere distinti in effettivi, complementari e occasionali. Stabilizzatore effettivo: M. Sovraspinato Questo deve essere considerato l’unico muscolo capace di realizzare l'azione di stabilizzazione maggiore, in qualsiasi posizione dell’arto superiore. Stabilizzatori complementari: M. sottospinato e M. sottoscapolare Gli stabilizzatori complementari possono sostituirsi al muscolo sopraspinoso nei casi di lacerazione della cuffia dei rotatori. Stabilizzatori occasionali: M. deltoide e M. bicipite; divengono importanti in tutte le funzioni compiute con l’arto in abduzione e contro resistenza. In queste situazioni il deltoide, con la sua massa muscolare, realizza il movimento e coadiuva il sopraspinoso nel ruolo di stabilizzatore. Anche il muscolo bicipite può realizzare una stabilizzazione occasionale (utilizzando l’inserzione sovraglenoidea del suo capo lungo). Dopo questo breve approccio anatomico (il quale mi serve per farti capire la mia idea) passo a quelle che sono le ipotesi che maggiormente mi sembrano possibili. Tieni conto che devo basarmi su quel poco che hai scritto....... Ipotesi 1) Semplice infiammazione della zona periarticolare, in particolar modo del Muscolo Sovraspinoso. Ipotesi 1b) Piccola lesione del Sovraspinoso da sovraccarico funzionale. Il ripetersi delle sollecitazioni meccaniche che superano i limiti di resistenza della struttura muscolo- tendinea sono da considerarsi come microtraumi ripetuti. Questi possono creare un processo infiammatorio, anche come reazione dell'organismo che tende a riparare i tessuti danneggiati. Se non prendi le dovute precauzioni e continui a sollecitare la parte l'infiammazione potrebbe portare a danni maggiori i tessuti interessati. Tutte le patologie da sovraccarico funzionale, presentano una sensazione di fastidio o di dolore sempre nello stesso punto o sempre durante lo stesso tipo di movimento. Il dolore può essere accusato anche solo in alcuni momenti del gesto sportivo. Ipotesi 2) Sindrome da conflitto (meno probabile, ma possibile...) Conosciuta anche come "sindrome da attrito coraco- acromio- omerale" è causata da una riduzione del piano di scivolamento sottoacromion- deltoideo dovuto ad una predominanza dell'azione del deltoide rispetto all'azione della cuffia dei rotatori. Quest'ultima ha un'azione di centraggio attivo della testa dell'omero sulla glena, azione che deve essere in equilibrio con le forze esercitate dal deltoide, in particolare quando questo fa risalire in alto la testa dell'omero. Quando si crea uno squilibrio tra i muscoli della cuffia e il deltoide, l'elevazione anteriore del braccio in rotazione interna, provoca dolore in quanto si ha un'attrito tra l'acromion, il legamento coraco acromiale e i tendini della cuffia, con conseguente infiammazione se il problema persiste. Non credo sia il tuo caso....sentiresti dolore anche in altre occasioni, ad esempio quando ti pettini (se non sei calvo!!!). Esistono varie manovre per esaminare la situazione (segno dell'impingment di Neer, Test di Hawkins, Test del sottospinoso, test del sottoscapolare) che comunque vanno effettuati da una persona esperta..... In ogni caso non ho idea di come tu posizioni le braccia in occasione dello squat e che tipo di azione attui con i gomiti durante l'esercizio......posso solo immaginare il metodo classico (dimmi tu come posizioni le braccia.....) QUESITO N.2 Ipotesi n.1 Una patologia muscolare abbastanza diffusa è la sindrome miofasciale L'elemento peculiare di questa sindrome è rappresentato appunto da un'area di ipersensibilità chiamata "Trigger Point" (TP), (punto scatenante), localizzato nel contesto di uno o più muscoli, spesso esteso al tessuto connettivo. Il TP consiste in una porzione circoscritta, di muscolo "indurito" e dolente alla palpazione. La pressione con il dito del TP evoca dolore a distanza nella cosiddetta "target area" (area bersaglio o zona di riferimento), che rappresenta anch'essa un'elemento caratteristico. L'area di irradiazione del dolore non segue, tipicamente, la regola dei 'dermatomeri'. L'origine di questo dolore è frequentemente in rapporto con strutture scheletriche, legamentose e muscolari della colonna vertebrale, del torace e dei cingoli scapolo-omerale. Un soggetto sottoposto a stress fisici ed emotivi, può reagire con meccanismi fisiologici di difesa: aumento di tono e contrattura di difesa dei muscoli, modificazioni vasomotorie, ecc. Uno specifico punto (più sensibile del tessuto limitrofo) di un muscolo o di una fascia ipertonici e stressati si affatica e segnala la sua condizione sfavorevole al sistema nervoso centrale. In risposta di ciò, diversi muscoli associati al punto trigger diventano contratti e cominciano ad stancarsi. Le risposte simpatiche inducono modificazioni vasomotorie nel contesto dell'area grilletto e attorno ad essa. Si produce allora ischemia locale, che provoca alterazioni nell'ambiente extracellulare delle cellule affette, con liberazione di alcuni mediatori (istamina, chinine, prostaglandine) e modificazioni osmotiche e del pH, che insieme incrementano la sensibilità dei nocicettori di quella zona. Quando la contrazione incomincia ad affaticare i muscoli, in una situazione di stimolazione simpatica e di alterazioni biochimiche locali, anche i punti trigger di tali muscoli cominciano ad attivarsi, sommandosi al circuito di feedback positivo ed allargando il dolore ai muscoli contigui. Alla fine lo stress dovuto al dolore e alla fatica, sommato all'aumento della tensione muscolare e del tono simpatico in tutto l'organismo, si traduce nell'attivazione di zone grilletto in muscoli situati a distanza dall'iniziale area del dolore. In teoria tutti i muscoli possono essere sede di TP, ma le sedi più frequenti e caratteristiche sono il collo e la schiena. Sedi comuni di Trigger Points sono: a- grande rotondo, sottoscapolare e piccolo rotondo b- Trapezio c- scaleni e sottospinato d- deltoide, pettorale e coracobrachiale e- bicipite e le varie porzioni del tricipite f- i muscoli del carpo: estensore ulnare, estensore radiale breve e lungo Ipotesi 2) L'iper estensione del dorso che attui quando esegui gli stacchi, tende ad appiattire la colonna vertebrale nel punto di cifosi. Probabilmente nel raddrizzare il busto, con un certo carico, attui una situazione in cui si verifica un'adduzione dei margini interni delle scapole, le quali avvicinandosi tendono a spingere verso avanti, in direzione della colonna vertebrale, questo potrebbe farti sentire del dolore...ma la vedo un'ipotesi veramente remota! Credo tu sappia perfettamente come eseguire l'esercizio in questione. Inoltre se la situazione si sta ponendo in questi ultimi tempi, escluderei anche una causa derivata da un dismorfismo della colonna....... Mi sembra di aver detto abbastanza cazzate...quindi mi fermo quì!! 8o 8o
__________________ Alessandro Stranieri Fitness Consultant Fisiologo Clinico dell'esercizio Team Experience Panatta Sport www.stranieri-fitnesstrainer.it alessandro@stranieri-fitnesstrainer.it NON CHI COMINCIA, MA COLUI CHE PERSEVERA.... |
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| meeerda fit!! certo che quando inizi nn ti fermi +! ma ste cose c e le hai tutte in testa o hai a disposizione li con te i migliori specialisti in campo medico e in campo dell allenamento??
__________________ Istruttore di Nuoto certificato C.S.I e F.I.N Nuotatore Professionista, specialità: 200m dorso |
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| Quote:
Ma come rispondere in due righe? In certi casi ci vuole.... Posso dirvi che di ipotesi ne avevo altre.....ma ci pensate a come vi avrei stracciato i maroni?? Comunque oltre alle cose che ho in testa, mi avvalgo di un'ottima e vasta bibliografia personale (mica posso ricordare tutto alla precisione.....!!!!). Mi dispiace farvi perdere i giorni di ferie scusate....
__________________ Alessandro Stranieri Fitness Consultant Fisiologo Clinico dell'esercizio Team Experience Panatta Sport www.stranieri-fitnesstrainer.it alessandro@stranieri-fitnesstrainer.it NON CHI COMINCIA, MA COLUI CHE PERSEVERA.... |
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| Comunque ultimamente sono un pò in trip con l'analisi posturale.....(forse perchè devo dare l'esame????) :8
__________________ Alessandro Stranieri Fitness Consultant Fisiologo Clinico dell'esercizio Team Experience Panatta Sport www.stranieri-fitnesstrainer.it alessandro@stranieri-fitnesstrainer.it NON CHI COMINCIA, MA COLUI CHE PERSEVERA.... |
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