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| Alimentazione Trucchi, segreti e le metodologie di alimentazione più conosciute per alimentarsi in modo sano ed equilibrato. |
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| Acidi Grassi essenziali,Intervento di Khunrath: L'acido linoleico (omega 6) e l'acido alfa-linoleico (omega 3) sono acidi grassi essenziali e sono così chiamati perché l'organismo umano non è in grado di sintetizzarli. Gli acidi grassi essenziali svolgono diverse funzioni ed intevengono in diversi processi: - produzione di energia - efficienza del sistema nervoso - efficienza della membrana cellulare e mitocondriale - funzione sessuale e riproduzione - sintesi dell'emoglobina - regolazione della fragilità capillare e processo di coagulazione del sangue - nei diabetici migliorano la tolleranza ai carboidrati - sono dei precursori delle prostaglandine - gli omega 3 riducono i trigliceridi e il colesterolo totale (in particolare quello cattivo (LDL) ) Le fonti naturali dell'acido linoleico sono essenzialmente vegetali: olio di mais, di soia, di noci, di girasole, di oliva, di borragine; mentre l'acido alfa linoleico si trova principalmente nel pesce, nell'olio di pesce e nei crostacei. Diete per la Massa Intervento di Khunrath: E' una grandissima cavolata che per mettere su massa si devono ingurgitare migliaia di calorie: è stato ormai ampiamente dimostrato che basta un rapporto positivo tra l'entrata e l'uscita calorica... cioè, se x esempio il mio fabbisogno giornaliero è di 3500 Kcal (considerando il metabolismo basale, le attività svolte, ecc.), con 20 o 30Kcal in più sono a posto! E' vero che ciascuno di noi funziona in modo diverso e ha un suo metabolismo; ma è anche vero che un BB (almeno che non sia un super principiante) dovrebbe conoscere il proprio corpo e quindi sapere quando è eventualmente il caso di mangiare qualcosa in più (se la gironata è stata particolarmente stancante ecc.); ritengo che non sia necessario mettere su grasso in fase di massa. Se si ha difficoltà a crescere, non è certo mangiando molto più del proprio fabbisogno energetico che si faranno crescere i muscoli: in quel modo cresce soltanto la ciccia! E' una questione di metabolismo: un ectomorfo può anche consumare 5000Kcal al giorno... ma un avolta compreso questo, basta dargli 50Kcal in più ed è a posto. ...e infatti, come ti dicevo, i concetti di "fase di massa" e "fase di definizione", sono superati; è stato più volte dimostrato che le diete ipercaloriche non favoriscono la crescita muscolare, ma il deposito di adipe; quello che conta è la percentuale, la qualità e la distribuzione dei macronutrienti. Non ha senso mettere su chili di grasso durante l'inverno, per poi stressare il corpo all'inverosimile per perderli quando arriva l'estate. La cosa migliore quando si comincia con il BB sarebbe raggiungere il proprio peso forma, e poi cercare di mantenere la giusta percentuale di grasso, continuando a crescere di massa. Se mangiare tonnellate di calorie servisse davvero a ingrossare i muscoli, il mondo sarebbe pieno di Mr. Olympia, invece che di obesi! ...ancora...Dato che è possibile aumentare la massa magra, senza dover necessariamente aumentare quella grassa, non vedo il vantaggio di dover metter su chili che poi dovranno essere persi. Non sto parlando di una dieta ipocalorica, ma di una corretta gestione delle percentuali di macronutrienti ed un'attenta scelta dei carbo. In fase di massa la dieta dovrebbe essere ipercalorica, ma basta un avanzo minimo di calorie per crescere. Se con la mia attività giornaliera consumo in totale 3000 Kcal, bastano 3010 Kcal per essere sicuri di crescere. Non ha senso ingurgitare 4000Kcal. Ogni eccesso di calorie si traduce in adipe. Se poi volete fare le cose sul serio ricordatevi che finché avete grasso addosso, potete benissimo continuare a crescere anche con una dieta ipocalorica; se invece di basare la fase di massa su una dieta costituita dal 50-60% di carbo, incoraggiando il corpo ad utilizzare esclusivamente questa fonte energetica, producete uno stato di chetosi, il corpo inizierà ad utilizzare il grasso corporeo: non dimenticatevi che 1g di grasso sono 9Kcal contro le 4Kcal dei carbo. Voi cerderete di essere in ipocalorica, ma utilizzando le vostre riserve di grasso sarete in ipercalorica! Ma mi rendo perfettamente conto che per fare quello che ho appena detto ci vuole una certa abilità ed esperienza, non è roba per tutti... Per i pivelli resta la fase di ciccia e la fase di magra! Proprietà del Gelato Khunrath: PROPRIETA' DEL GELATO Il gelato viene classificato in base agli ingredienti utilizzati e alla lavorazione. Per quanto riguarda gli ingredienti i gelati sono così classificati: - Gelati alla crema: sono composti principalmente da latte, tuorli d'uovo e zucchero. Il rapporto tra questi ingredienti può variare ma in genere la quantità impiegata è di 8 tuorli e 300 g di zucchero per ogni litro di latte o di panna liquida. L'aggiunta di aromi o di altri ingredienti consente di ottenere i gusti più vari: vaniglia, caffè, cioccolato e così via. - Gelati alla frutta: sono composti da acqua o latte, frutta e zucchero. In genere si utilizza l'acqua per fare i gelati agli agrumi, alla mela, al melone, all'albicocca e ai frutti di bosco; mentre si può usare sia l'acqua sia il latte per i gelati di frutta dolce come la fragola e la banana. La frutta secca (noci, mandorle, nocciole, pistacchi) si aggiunge in genere ai gelati alla crema. Per quanto riguarda la produzione i gelati sono così classificati: - Gelati autenticamente artigianali: sono fatti esclusivamente con ingredienti freschi e senza aggiunta di additivi o coloranti di qualsiasi genere. Una gelateria viene considerata artigianale non per il fatto che utilizza esclusivamente prodotti freschi ma semplicemente perché è iscritta all’albo degli artigiani piuttosto che a quello dell’industria. Molti cosiddetti artigiani non producono infatti il gelato partendo dagli ingredienti principali, ma usano quella che viene chiamata base neutra, una miscela già pronta preparata con zucchero, uova, latte in polvere e aromi. Oltre a controllare la lista degli ingredienti, che per legge deve essere esposta nel negozio, si può verificare la qualità del prodotto facendo la cosiddetta prova del piattino. Fate sciogliere un po’ di gelato in un piattino: se non si separa in una parte solida e in una liquida, se non produce schiuma, se la consistenza resta omogenea e se il gusto rimane cremoso e gradevole, è sicuramente un gelato di buona qualità. - Gelati prodotti da piccoli laboratori: possono essere preparati con ingredienti conservati e additivi di vario genere. - Gelati industriali: possono essere venduti confezionati o sfusi, in vaschetta, da rivenditori come gelaterie, bar o chioschi. Se prodotto con ingredienti freschi e non a lunga conservazione (latte, uova e frutta), il gelato si considera alimento di elevata qualità. Di scarso valore nutritivo sono i gelati prodotti con polvere di latte, tuorli surgelati, aromatizzanti, emulsionanti, addensanti e coloranti. Molti gelati contengono oli idrogenati (cioè sottoposti al processo di idrogenazione che conferisce una consistenza simile al burro), sospettati di avere, nel lungo termine, effetti negativi sulla salute. Prima di scegliere il gelato è bene leggere gli ingredienti di cui è composto. Se tra questi appaiono latte in polvere, tuorli d'uovo congelati, purea di frutta e numerosi additivi o sigle, significa che il gelato è di scarso valore nutritivo. Fare poi attenzione al frigorifero che contiene il gelato: se c'è del ghiaccio tipo neve sulla confezione, vuol dire che ci sono stati balzi di temperatura. Evitare i gelati sfusi venduti sulle bancarelle perché difficilmente sono rispettate le temperature di conservazione. Ed evitare anche le macchinette automatiche che si trovano lungo la strada: il gelato è per il 90% acqua e aria miscelate e polveri aromatizzate e, se il beccuccio erogatore non è tenuto molto pulito, può diventare un focolaio di infezioni gastrointestinali. Khunrath PROTEIN BURNING (ciclo alanina-glucosio) Non solo i carboidrati e i grassi entrano nel processo energetico, ma anche gli aminoacidi. Quando nei muscoli diminuisce la disponibilità di glicogeno, a partire da aminoacidi a catena ramificata e dal piruvato, si forma l’alanina per transaminazione (cioè un processo per cui il gruppo amminico, proprio degli aminoacidi, passa da un aminoacido ad un chetoacido costituendo un nuovo aminoacido); quest’ultima passa nel fegato dove le viene tolto il gruppo amminico (deamminazione), ottenendo ammoniaca e uno scheletro carbonioso dal quale si ottiene glucosio che finalmente viene utilizzato come energia. Dopo un esercizio fisico leggero, ma che si protrae per almeno quattro ore, il ciclo alanina-glucosio rappresenta quasi la metà del glucosio messo in circolazione dal fegato. Il rilascio di alanina da parte dei muscoli cresce al crescere dell’intensità del lavoro e si stima che per lavori piuttosto intensi il 10-15% delle richieste energetiche muscolari derivi dal ciclo alanina-glucosio. Da un'analisi empirica, si scopre che esistono soggetti per cui è maggiore la quantità di proteine impiegata a fini energetici. Il fenomeno lo definiremo appunto protein burning. Le cause che concorrono ad aumentare tale quantità e a innescare il protein burning sono: a) l'alimentazione o l'integrazione iperproteica; b) l'allenamento intenso; c) l'abitudine ad allenarsi in condizioni di deplezione di glicogeno. Da notare che b) sviluppa il protein burning solo in presenza di a) e che c) deve comunque essere considerata una situazione eccezionale. Il protein burning, infatti, non è in grado di sostituire i carboidrati come fonte primaria di energia. Per i soggetti in questione è ragionevole aumentare la quantità di proteine di un 5% del totale nell'alimentazione, considerando non solo quella necessaria per mantenere la muscolatura, ma anche il miglior adattamento rispetto alla media della popolazione nell'utilizzare proteine a fini energetici. Questa percentuale deve essere ritenuta normale, cioè non particolarmente sovraccaricante il nostro organismo. Ovviamente, occorre non esagerare: un'alimentazione superproteica (proteine >30%) non ha senso. Quali sono i riscontri pratici per un protein burning? Sintetizzando, un protein burning: a) è meno sensibile alla carenza di glicogeno. In una maratona significa allontanare il famoso muro e portarlo oltre i 42 km; b) ha un recupero migliore perché la prestazione può essere significativa anche in condizioni non massime di scorte di glicogeno. Come si scopre se un soggetto è protein burner? In genere ha: valori bassi della glicemia; valori delle transaminasi nella fascia alta di normalità; valori dell'uremia nella fascia alta di normalità; valori di creatinina normali.
__________________ -La bibbia loda L'ignoranza !!! Quanto più l'uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede, tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più ignorante, tanto è più governabile - J. Most -Cristiano: seguace degli insegnamenti di Cristo solo finché non intralcino i peccati a cui si dedica più volentieri - A. Bierce -Un mito è una religione a cui nessuno crede più - J. Feibleman -O si pensa o si crede - A. Schopenhauer |
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| Parere sulle diete eccessivamente proteiche, Khunrath: Già che ci siamo voglio aggiungere che 3g di pro per kg corporeo (come ho sentito spesso affermare in questo forum) sono una follia per un'atleta natural! Nessun essere umano, almeno che non assuma steroidi anabolizzanti, è in grado di metabolizzare una quantità così alta di proteine. Volendo essere veramente ottimisti non si dovrebbe andare oltre i 2g x Kg (ma già sono troppi secondo la ricerca medica). E no mi si bvenga a raccontare di BB che hanno ottenuto risultati incredibili con un quantitativo così alto o superiore di pro... se sono natural avrebbero ottenuto lo stesso risultato con dosi molto inferiori, senza rischiare di nuocere gravemente alla propria salute. Questi sono solo alcuni dei rischi in cui si può incorrore con una dieta eccessivamente proteica: - accumulo mei tessuti corporei di acido urico, urea e purine tossiche; - squilibri biochimici con conseguente acidosi - stitichezza e putrefazione intestinale - congestione del sistema linfatico - indebolimento del sistema immunitario - deficienza di vitamina b6 - deficienza di calcio - danni ai reni - diuresi acuta e disidratazione - irritabilità e nervosimo I pareri riguardano soltanto i BB e non il mondo scientifico. E' un dato di fatto scientifico che quando i carboidrati scarseggiano le proteine vengono utilizzate come fonte energetica. Ed è sempre un dato di fatto scientifico che tutte le proteine in eccesso vengono distrutte e trasformate in calorie (ed utilizzate come fossero dei carboidrati) con grande dispendio di energia da parte del fegato e notevole generazione di materiale di scarto (tossine) che si accumulano nel corpo. I pericoli delle diete ricche di proteine sono molti (e non solo per quanto riguarda la ciccia) ma i BB preferiscono non sentirne parlare Al di là delle opinioni personali è un dato di fatto che il corpo umano non sia in grado di metabolizzare 3,5g di proteine per Kg di peso corporeo, almeno che non si utilizzino gli aas. Troppe proteine provocano un aumento della produzione di scorie tossiche e possono portare a stitichezza, coliche putrefattive, sovraeccitazione del sistema nervoso e ghiandolare, affaticamento degli organi emuntori come il fegato, i reni (con possibili malattie epatiche e renali) artrite, uricemia, gotta, diverticolite, varici, flebite, malattie cardiovascolari, cancro del colon, cancro del seno e dell'utero. Questo non significa che chi mangia troppe proteine sviluppi necessariamente un cancro al colon, ma tra le varie possibilità di danni a lungo termine c'è anche questa! Sull'acqua, Khunrath: Le acque minerali si classificano in quattro gruppi in rapporto alla quantità di minerali disciolti, indicata dal "residuo fisso". Il residuo fisso è costituito dalle sostanze che rimangono dopo aver fatto evaporare un litro di acqua minerale a 180 °C. Il valore, espresso in mg/l, è tanto maggiore quanto più elevata è la quantità di sali minerali presenti. Si suddividono in: • acque minimamente mineralizzate, con un residuo fisso inferiore ai 50 milligrammi al litro • acque oligominerali o leggermente mineralizzate, con un residuo fisso compreso tra i 51 e i 500 milligrammi al litro • acque minerali o mineralizzate, con un residuo fisso compreso tra i 501 e i 1500 milligrammi al litro • acque ricche di minerali, con un residuo fisso superiore ai 1500 milligrammi al litro. Un basso residuo fisso, favorisce l'idratazione e il ricambio liquido per il metabolismo Un valore eccessivo è controindicato nei casi di insufficienza cardiaca, cirrosi epatica, insufficienza renale. Le acque possono essere ulteriormente classificate in: • acque minerali Effervescenti Naturali: (Contenuto di CO2 > 250 mg/l) - Riduce la carica batterica - Sfavorevole in pediatria, facilita la fermentazione e il meteorismo. Controindicate per coloro che sono sofferenti di acidità gastrica • contenuto di Sodio acque iposodiche (Tenore di sodio < 20 mg/l) acque sodiche (Tenore di sodio > 200 mg/l) - E' fondamentale nel biochimismo generale - Un valore elevato crea ritenzione idrica generalizzata inducendo scompensi cardiocircolatori • contenuto di Calcio acque calciche (Tenore di calcio > 150 mg/l) - E' fondamentale nel determinismo dell'eccitabilità neuro-muscolare e nella crescita delle ossa. - Un valore elevato può deprimere la funzione neuro-muscolare e psichica. In dosi elevate conferisce all'acqua un sapore strano. • contenuto di Magnesio acque magnesiache (Tenore di magnesio > 50 mg/l) - E' fondamentale nel determinismo dell'eccitabilità neuro-muscolare. - Un valore elevato può alterare la motricità intestinale e interferire con la funzione neuro-muscolare • contenuto di Nitrati (Massima concentrazione ammessa 45 mg/l) - Vantaggi nessuno. - I nitrati nello stomaco si trasformano in nitriti e poi in nitrosammine, composti che favoriscono il cancro. La loro concentrazione deve essere la più bassa possibile. • contenuto di Bicarbonato acque bicarbonato (Tenore di bicarbonato > 600 mg/l) - Per problemi di cattiva digestione e malfunzionamento del fegato, genera un effetto tampone. Diuretica - Il gas delle acque può dare problemi alle alte vie digestive. L'alcalizzazione può essere dannosa in certe situazioni renali • contenuto di Solfato acque solfate (Tenore di Solfato > 200 mg/l) - Per chi ha problemi di fegato o alle vie biliari, effetto colagogo, rilassa la muscolatura liscia. - Effetto purgante, specialmente se associato al magnesio. Contrasta l'assorbimento di calcio. I solfati presenti in elevata concentrazione conferiscono un sapore assai sgradevole. • contenuto di Fluoro (Tenore di fluoro > 1 mg/l) - Combatte la carie dentale e l'osteoporosi. - Se in eccesso provoca intossicazione (fluorosi). L'acqua di qualità deve avere un residuo fisso molto basso; più è alto peggiori sono gli effetti sull'organismo Sulle ricariche interventi vari di Khunrath: Come tutte le diete dece essere "aggiustata" sulla persona, soprattutto per quanto riguarda i carbo: è importante capire quanti e quali carbo ci si può permettere di ricaricare e, soprattutto, per quanto tempo! 2 giorni di ricarica secondo me sono troppi! Io mi ricarico dal pomeriggio del sabato al pranzo della domenica; non si dovrebbe andare oltre le 15 del pomeriggio. Se si mangiano carbo anche la sera, il lunedì non si è pronti per ripartire (Sulla "peircolosità" del fruttosio): Non dico che il fruttosio non sia utile, ma non bisogna eccedere. Il problema è che il corpo umano non è in grado di metabolizzare più di 50g di fruttosio ogni 24 ore. Se ne ingerisci di più, l'eccesso viene trasformato automaticamente in grasso. Penso che come in tutte le cose ci vuole un po' di misura: mangiare i carbo va bene, ma senza esagerare. Io credo molto nella ricarica, ma la cosa importante e non aspettare la domenica per strabuzzare di dolci e schifezze! Continua a suddividei il cibo in 6 pasti equilibrati e occhio a non scendere troppo con le proteine. Ogni bb ha le sue necessità: la fase di carico generalmente varia tra le 24 e le 48 ore, in base al modo in cui reagisce il corpo. Se fai il carico in modo corretto, i tuoi muscoli saranno più grossi, pieni e pompati, ma se esageri perdi in definizione e ingrassi. La ricarica non accellererà il tuo metabolismo, ma farà qualcosa di molto più accattivante: durante la settimana la secrezione di insulina è ridotta ai minimi termini e quella del glucagone è al massimo, mentre i recettori dell'insulina aumentano la loro sensibilità; durante la ricarica il pancreas riduce la secrezione di glucagone e aumenta enormemente quella di insulina; grazie alla maggiore sensibilità dei recettori muscolari e alla grande quantità di insulina, i muscoli vengono saturati di glicogeno, sostanze nutritive e acqua; questo meccanismo, che si ripete ogni settimana, porta ad un aumento nella velocità di crescita della massa muscolare. Tale aumento è garantito da altri due fattori: 1. durante i 5/6 giorni di chetosi i livelli di testosterone e di GH restano alti; 2. durante la fase di carico il corpo subisce una sorta di shock metabolico che lo porta a rilasciare ancora più testosterone e GH, i cui effetti si sommano con l'ipersecrezione di insulina. Per i poco esperti: Vedi Stenar, non è che non voglio aiutarti, ma credo che servirti la pappa già scodellata non ti sarebbe di grande aiuto e non avrebbe molto senso, dato che io neanche ti conosco. Sinceramente non credo che questo sia il modo corretto di procedere per chi si avventura nel mondo del BB (e non solo…). Devi leggere, documentarti e farti un po’ di esperienza, imparando nel contempo a conoscere meglio te stesso e il tuo corpo. Nessuno meglio di te può sapere cosa sia più utile per i tuoi progressi. Affidarsi alle tabelle o alle diete fatte da qualcun altro, non ha molto senso. Comincia con il calcolare in tuo fabbisogno energetico giornaliero: devi calcolare prima il tuo metabolismo basale e poi tener conto delle attività che svolgi durante la giornata. Se fai qualche ricerca su internet, troverai siti nei quali è possibile calcolare in modo automatico i dati in questione. Una volta calcolato il tuo fabbisogno giornaliero (che ti consiglio comunque di alzare dato il tuo veloce metabolismo) devi stabilire la percentuale di macronutrienti della tua dieta. Se vuoi la massa, dovresti aggirarti intorno a queste percentuali: 30% proteine – 20% grassi – 50% carboidrati. Organizza la tua dieta in modo che a fine giornata le calorie totali coprano il fabbisogno giornaliero e che siano rispettate le percentuali di macronutrienti (puoi scaricare da internet le tabelle che contengono le % di macronutrienti per ciascun alimento). Fatto questo distribuisci il tutto in 6 pasti, facendo in modo che per ogni pasto siano rispettate le percentuali 30% - 20% - 50%. A questo punto la tua dieta è pronta. Sono disponibile per qualsiasi altro consiglio tu voglia chiedermi, ma le mie saranno sempre e comunque delle indicazioni, non ti aspettare niente di preconfezionato. Ricordati che sbagliando si impara, ma soltanto quando si sbaglia con la propria testa, facendo esperienza in prima persona. Dovresti cercare di mangiare 6 volte al giorno: 1. colazione 2. merenda 3. pranzo 4. merenda 5. cena 6. pre nanna distribuisci in modo più uniforme i macronutrienti (proteine, carbo e grassi); alza le calorie generali e aumenta le proteine. Fondamentali le proteine la mattina, nel post workout e la sera prima di andare a letto, per arrestare il catabolismo. La sera ti consiglio quelle della caseina che sono a più lento assorbimento. Saltare la colazione è un grosso errore: 1. perché è il momento più catabolico della giornata 2. perché rallenti il metabolismo Contrariamente a quanto si sente dire, la mattina, appena alzati, è importante assumere 30g di proteine. I carbo servono come scorta per la giornata. Generalmente si consiglia di assumerli al mattino perché il metabolismo è più alto e si ingrassa meno. Non saltare mai i pasti: non serve ed è sempre controproducente. Pre-WO, Khunrath: Dovresti eliminare i carbo durante il work out; tu credi che ti diano energia ma in realtà te la tolgono perché dopo un picco iniziale di insulina la % di zuccheri nel sangue si riduce drasticamente. E' stato dimostrato che anche zuccheri a basso IG, come il fruttosio, non migliorano la prestazione, neanche negli sport di durata. I 20g che prendi durante il workout aggiungili a quelli che prendi nel post workout. Post-WO, Khunrath: il destrosio è fondamentale nel post workout perché viene subito metabolizzato; la miscela ideale sarebbe: - 60% destrosio - 40% maltodestrine
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| IG, Khunrath: L'indice glicemico (IG) è un indicatore dell'aumento della glicemia in seguito all'assunzione di carboidrati; tale indice varia in base al tipo di zuccheri ingeriti e in base al fatto che vengano ingeriti da soli o mescolati ad altro cibo. IG=risposta glicemica di un alimento/risposta glicemica di un alimento di riferimento *100 L'alimento di riferimento può essere il pane bianco o il glucosio. Le variazioni dell'IG dipendono da moltifattori: - metodo di cottura - presenza di amilosio o amilopectina - la contemporanea presenza di fibra o di antinutrienti - la composizione chimica generale - la forma dell'alimento - interazioni con grassi, proteine, sodio che interferiscono con la velocità dell'assorbimento intestinale. L'indice è stato creato per i diabetici ma è risultato subito essere di valido aiuto per i BB. La regola generale è che i cibi ad alto IG dovrebbero essere assunti la mattina e nel post workout; In fase di massa (in base al proprio metabolismo) si può essere di manica un po' più larga, ma non si dovrebbe mai ingerire alimenti ad alto IG dopo le 15.00. In fase di definizione si dovrebbero eliminare i cibi ad alto IG tranne che nel post workout e/o in fase di ricarica (come nelle diete low carb). In pratica più è alto l'IG, maggiore è la secrezione di insulina, un ormone anabolizzante che aiuta a far crescere i muscoli ma anche a metter su grasso! Khunrath sulla dieta del gruppo sanguigno: La dieta del gruppo sanguigno è molto più vicina alla New Age che a qualcosa di scientifico. E’ stata proposta dal Peter D'Adamo, un naturopata, senza nessuna evidenza sperimentale a supporto delle sue idee. Secondo D'Adamo nei gruppi sanguigni sarebbe contenuto il messaggio genetico relativo allo stile alimentare e comportamentale: 1. gruppo zero: il cacciatore 2. gruppo A: l'agricoltore 3. gruppo B: il nomade 4. gruppo AB l'enigmatico Il naturopata sostiene che: 1. in base al proprio gruppo sanguigno bisognerebbe evitare certi cibi che causano fenomeni di agglutinazione; tali fenomeni sarebbero prodotti da alcune proteine, le lectine, che, se incompatibili con il nostro gruppo sanguigno, si agglutinerebbero con le cellule del sangue, producendo una reazione del corpo simile al rigetto e al corredo dei sintomi delle intolleranze alimentari; 2. esiste una predisposizione all'attività fisica determinata dal gruppo sanguigno; UN PO’ DI SCIENZA… VERA! 1. le lectine sono proteine che si legano a zuccheri, senza nessuna capacità specifica di agglutinare i globuli rossi. 2. l'azione con cui le lectine si legano ai carboidrati è simile a quella con cui alcune sostanze si legano ai globuli rossi agglutinandoli, ma moltissime di quelle che oggi vengono chiamate lectine non agiscono in alcun modo né sui globuli rossi né sulle cellule, e non sono in grado quindi di creare agglutinazione; 3. i cibi contenenti le "vere" lectine sono pochissimi. 4. a smentire la teoria D'Adamo è la stessa statistica (7 miliardi e solo 4 gruppi sanguigni distribuiti in modo non omogeneo!). I gruppi sanguigni, infatti, sono troppo pochi per poter suddividere le caratteristiche dell'alimentazione in base a essi. Basta un banale screening della popolazione per accorgersi che le associazioni gruppo sanguigno/patologia fatte dal naturopata sono completamente errate! 5. lo stesso discorso lo si può fare per l’associazione gruppo sanguigno/alimentazione; inoltre, le teorie di D'Adamo sono smentite dal fatto che moltissime persone che mangiano "male", secondo la teoria del gruppo sanguigno, non hanno nessun problema, anzi, godano di ottima salute. Spero di aver fatto cosa utile fornendo un po’ di informazioni scientifiche sull’argomento. Al di là di questo, resto convinto di quanto espresso nel mio post precedente… Vi lascio una riflessione, un discorso che il Buddha fece quando, girovagando per l’India, si fermò in un villaggio; i saggi del posto lo interrogarono così: “Ogni giorno si ferma al nostro villaggio un Guru diverso che ci dice cose diverse; l’altro ieri si è fermato Tizio e ci ha detto “bianco”, e a noi sembrava giusto; ieri si è fermato Caio e ci ha detto “nero” e a noi sembrava giusto anche quello; ma allora… a chi dobbiamo dare ragione?”; il Buddha rispose così: "Non fatevi guidare da dicerie, da tradizioni o dal sentito dire; non fatevi guidare dall'autorità dei testi religiosi, oggetto spesso di manipolazioni; non fatevi guidare solo dalla logica o dalla dialettica, né dalla considerazione delle apparenze, né dal piacere del filosofare, né dalle verosomiglianze, né dall'autorità dei maestri e dei superiori. Imparate da voi stessi a riconoscere quello che è nocivo, falso o cattivo e, dopo averlo osservato ed investigato, avendo compreso che porta danno e sofferenza, abbandonatelo. Imparete da voi stessi a riconoscere quello che è utile, meritevole e buono e, dopo averlo osservato ed investigato, avendo compreso che porta beneficio e felicità, accettatelo e seguitelo” Info sull'Alcool: Un grammo di alcool produce 7 calorie!!! Le calorie prodotte sono dette "vuote" perché l'apporto di elementi nutritivi è praticamente nullo. Una modesta assunzione di alcool (es. 1 bicchiere di vino rosso a pranzo) può essere utile al nostro organismo perché agisce positivamente sul metabolismo lipidico riducendo la quota di LDL; l'eccesso, invece, è dannosissimo, ed è molto facile eccedere considerando che il nostro organismo ha una capacità di metabolizzare solo 8gr di alcool per ora (nella donne ancora meno!) L'alcool spinge a mangiare di più e viene bruciato prima dei grassi: ha quindi un'azione di risparmio sui lipidi con conseguente aumento della massa grassa. E’ responsabile della formazione di radicali liberi e di sostanze tossiche dette aldeidi, che danneggiano le cellule del fegato, dei reni e del cervello. Sconvolge l’equilibrio dietetico, in particolare delle proteine e di alcune vitamine (tiamina e niacina) ed inibisce la produzione dell'ormone antidiuretico (ADH), con conseguente effetto disidratante. In seguito all’ingestione di alcool, la concentrazione di testosterone nel sangue cala drasticamente ed aumentano gli estrogeni e la prolattinasi può arrivare a diminuzione della libido, impotenza, ginecomastia e atrofia testicolare. I dati seguenti riportano il contenuto di alcool, espresso in grammi, per 100ml di bevanda: Whisky 35,0 Grappa 34,6 Brandy 32,9 Liquori da dessert 28,2 Aperitivi a base di vino 17,4 Vermouth secco 15,1 Marsala all'uovo 14,8 Marsala tipico 14,0 Vermouth dolce 12,4 Spumante 12,1 Vino da pasto rosso 10,7 Vino da pasto bianco 10,0 Birra chiara 2,8
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