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Kaka- l’uomo die 65 milioni di euro

Una offerta immorale per il più moralista giocatore del mondo

15.07.09 - Frauke Ladleif



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Kaka- l’uomo die 65 milioni di euro
(foto: addidas.com/football)

È stata una sensazione sullo scenario calcistico. Per circa 65 milioni di euro Kakà, il capitano della nazionale di calcio brasiliana, è passato dal Milan al Real Madrid. Fitness.com si chiede: Chi è la persona che sta dietro a questa somma? Chi è Kakà?

„Il nostro, Ricky ha giurato al Milan fedeltà eterna, senza se e ma, con un semplice sorriso.” Ancora nel 2006 il mondo a Milano era in ordine. Sebbene il club italiano non giocasse nella Champions League, il suo giocatore più importante gli restava fedele. Ricardo Izecson dos Santos Leite, come si chiama Kakà con vero nome, nemmeno cosi alte somme potevano farlo andar via dal Milano. Del resto fedeltà è uno die principi superiori die cristiani e Kakà e uno dei seguaci più conseguenti.

Che il ventisettenne soltanto ad uno può giurare fedeltà, lo apprendono i tifosi del Milan con dolore. „I belong to Jesus“ lo sapevano di Kakà da molto tempo, del resto porta sotto la maglia una maglietta con questa scritta e ringrazia il cielo dopo ognuno dei suoi 95 goal con il Milan. Ora continua a rimanere l’eroe dei sandali dell’anno zero anche il suo Signore, per il salario e il pane ci pensa Real Madrid. E questo non in modo insufficiente – di cui approfitta anche la sua comunità religiosa: Dieci per cento delle entrate li versa Kakà alla sua comunità brasiliana dei Nuovi Pentecostali “Renaces en Crisato” – (Rinascita di Cristo), si racconta nel suo entourage.

L’anno fatale, che annuncia non solo la sua carriera di professionista, ma anche di credente, fu il 2000. Kakà si decide, di provare per un anno con il calcio professionista. La sua alternativa è uno studio accademico: La sua intenzione sarebbe uno studio per diventare ingegnere. Come figlio di una maestra e di un medico per lui è aperta la carriera accademica, al contrario di quanto avviene per i molti, altri giocatori brasiliani senza formazione scolastica. Però il suo talento è troppo eccezionale. Già durante gli anni della formazione die quadri della FC Sao Paulo, i suoi allenatori giovanili sono convinti, che qui sta crescendo un professionista. Che ciò succedesse, era dovuto alla volontà di Dio, come lo stesso Kakà dirà nello stesso anno. In una delle tante giornate calde in Brasile, si tuffò per cercare rinfresco, in una piscina! Però l’acqua non era abbastanza alta e Kakà si spezzo una vertebra. Poteva restare per sempre paralizzato, la sorte gli fu amica. La riabilitazione fu completa. „Dio mi ha salvato“, dice oggi. Da quel momento Kakà è profondamente religioso. Alla termine della sua carriera vuole diventare pastore nella sua comunità dei Nuovi pentecostali.

Che Dio non può tutto, ha dovuto constatarlo anche lui. La sua esile corporatura èstata all’inizio il suo più grande handicap. Soltanto uno speziale allenamento fa di lui il calciatore atletico e forte nei duelli che è oggi. In particolare l’allenamento muscolare ha fatto molto. Per questo ancora oggi Kakà fa regolari esercizi nello studi di fitness. Che si tratti di manubri, flessioni su una gamba o workout con il theraband, la star del calcio tembra i suoi muscoli al di furi del "normale" allenamento calcistico. ai principianti consiglia due fino a tre volte alla settimana allenamento in palestra.

Da questo training speciale è diventato il suo marchio accanto alle sue raffinatezze tecniche e la potenza di tiro anche la sua volontà di imporsi sul campo. Con l’aiuto di immagini televisive si guarda l'aggressività dei giocatori inglesi e tedeschi e ha sviluppato una durezza nei duelli, che funziona senza correre il pericolo di ricevere il cartellino rosso. Questa disciplina e la sua crescente presenza fisica convincono in fondo anche i club europei. E così cambia nel 2003 dal Saop Paulo al Milan. Real Madrid è ora un’altra stazione nella vita finora così caratterizzata dal successo di Kakà. Se anche lì Dio gli sarà accanto, non lo può dire nessuno. In ogni caso è da augurare al gentleman tra i duri del calcio.


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